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Diagnosi infertilità

Un corretto iter diagnostico rappresenta, per gli operatori del DEMETRA, il primo e più importante passo nel tentativo di risolvere il problema di infertilità delle coppie che si presentano al Centro: individuare la causa del problema ovviamente permette di programmare in maniera opportuna gli interventi necessari affinchè la coppia riesca a procreare con successo.
Le cause di sterilità devono essere ricercate in modo metodico, efficace e rapido, ma facendo attenzione ad una corretta programmazione che preveda un percorso parallelo nello studio dei partners, programmando gli esami in modo progressivo, dai meno ai più invasivi.
Se l’iter diagnostico per infertilità si inizia normalmente dopo 12 mesi di rapporti non protetti, è tuttavia giustificato un approccio più precoce alle procedure diagnostiche, e quindi alle terapie, nei seguenti casi:

  • donna con età superiore ai 35 anni
  • obesità/iperandrogenismo
  • oligo-amenorrea
  • nota o sospetta patologia utero-annessiale (compresa l’endometriosi)
  • accertata condizione di dispermia nel partner

Sterilità femminile

Valutazione endocrinologica ed ovulatoria

E’ di fondamentale importanza, soprattutto nelle donne con cicli mestruali irregolari e quindi nel sospetto di anovularietà. Va comunque tenuto presente che circa il 10 % dei cicli di pazienti con mestruazioni regolari può essere anovulatorio.
Una valutazione endocrinologica generale richiederà dosaggi ormonali basali, da eseguire in 3°-4° giornata del ciclo, se presenti mestruazioni o in qualsiasi momento in caso di amenorrea:

  • 17-beta-estradiolo, FSH, LH, PRL (almeno due determinazioni), AMH
  • Androgeni (in caso di sospetto iperandrogenismo)
  • TSH, FT4

Valutazione utero-annessiale

Una accurata ecografia pelvica transvaginale deve essere eseguita come indagine di base in tutte le donne infertili in quanto può evidenziare patologie quali fibromi uterini, cisti ovariche, ovaie policistiche, sactosalpingi, o porre il sospetto di endometriosi o di poliposi uterina.
Una patologia tubarica è presente in una elevata percentuale di casi di coppie infertili e non sempre è possibile, in base alla storia clinica della paziente, avere dei segni predittivi di problemi tubarici: pertanto tale patologia va ricercata sempre in tutte le coppie che iniziano un percorso diagnostico.
Le indagini diagnostiche attualmente utilizzabili per una valutazione della pervietà tubarica sono sostanzialmente tre: la EID (ecoisteroscopia dinamica o sonoisteroscopia), la ISG (isterosalpingografia), la laparoscopia.
La prima indagine rappresenta un esame di I livello, non richiede preparazioni particolari e solitamente è ben tollerato, che consiste nell’iniezione di un mezzo di contrasto (soluzione fisiologica sterile) all’interno della cavità uterina: ecograficamente si cerca di visualizzare la cavità uterina stessa ed il successivo passaggio attraverso le salpingi.
L’esame richiede in genere pochi minuti di tempo, viene eseguito in sede ambulatoriale senza bisogno di anestesia ed ha un grado di specificità ed accuratezza comparabile con esami più complessi.
La ISG è una metodica tecnicamente sovrapponibile alla precedente, nella quale vengono utilizzati strumenti diversi (raggi X al posto di ultrasuoni; mezzi di contrasto radiologici al posto di soluzione fisiologica) che potenzialmente possono creare disconfort nelle pazienti.
Infine la laparoscopia che rappresenta il “gold standard”, l’esame più indicato ed esauriente per lo studio del fattore tubarico, che se da una parte offre le migliori e più accurate informazioni dall’altra rappresenta l’indagine più invasiva e potenzialmente più pericolosa essendo di fatto un intervento chirurgico, in anestesia generale.

Sterilità maschile

Il primo esame da richiedere è sicuramente la valutazione del liquido seminale, con uno studio immunologico basale: in realtà andrebbero richiesti almeno due spermiogrammi, a distanza di 15-30 giorni l’uno dall’altro, dopo 3-5 giorni di astinenza dai rapporti.
L’esame deve essere eseguito secondo i criteri WHO del 2010, che devono poi essere indicati nel referto.
Le indagini di secondo e terzo livello vanno effettuate se sono presenti indicazioni cliniche e/o seminali:


  • esami colturali;
  • studio della selezione spermatica (test di capacitazione), nel caso di indicazione alla fecondazione assistita;
  • dosaggi ormonali, se indicati;
  • ecografia scrotale (in caso di sospetta patologia testicolare-epididimaria, completata da studio ecocolordoppler nel sospetto di varicocele);
  • ecografia prostato vescicolare transrettale (in caso di sospetta patologia prostato vescicolare);
  • cariotipo ed indagini genetiche più specifiche (in casi di dispermia grave);
  • biopsia testicolare e tecniche chirurgiche associate, sia a scopo diagnostico che terapeutico: presso il Centro DEMETRA si effettuano prelievi di spermatozoi dai testicoli (TESA) in anestesia locale, ambulatorialmente, in pazienti con azoospermia di tipo ostruttivo, per la successiva crioconservazione e utilizzo per tecniche di PMA (ICSI)